Sono molti gli artisti che possono misurarsi con il rock ‘n' roll ed emergere come bravi professionisti. Eppure pochi riescono a catturare la vera essenza del rock: melodia orecchiabile, ritmo pulsante, appassionata ribellione. Il rock è un’arte e solo un grande artista con mani esperte, in grado di sminuzzare, mescolare ed amalgamare diversi componenti può forgiare il sound ideale. E’ quella che viene chiamata maestrìa, una qualità che a Julieta Venegas davvero non manca.
Julieta è una virtuosa musicista che il destino ha dotato di grande sensibilità per la musica rock. Molti amano sottolineare che sa comporre ed interpretare egregiamente anche melodie pop, ma senza tradire le proprie origini rock. E hanno ragione. In ogni caso è una straordinaria performer con uno stile unico dalla grande potenza evocativa.
Nata e cresciuta a Tijuana, la leggendaria cittadina di confine a Baja California, l’infanzia di Julieta è sempre stata accompagnata dalla musica: blues, jazz, rock, mariachi, pop, rhythm & blues, musica norteña (o tex-mex), bolero e altri generi ancora. Tijuana, si sa, è uno di quei posti in cui le stazioni radiofoniche possono catturare le sonorità provenienti dal Nord e allo stesso tempo dare spazio alla libera immaginazione dei musicisti locali.
Non deve perciò sorprendere che Julieta sognasse di diventare musicista. E’ stata comunque l’unica dei cinque figli a decidere di dedicare la vita alla musica. I suoi genitori erano entrambi fotografi e grandi cultori dell’arte, ma la giovane Julieta decide di esplorare nuovi fronti studiando musica classica e pianoforte. Studia inoltre teoria, violoncello e canto, con una tale passione che moli la scambiano per l’insegnante o per una sorta di artista di musica classica.
Ma il rock ed il pop erano già entrati nella sua vita, a tal punto che al suo ingresso ufficiale alla Escuela de Música del Noroeste, e successivamente al South Western College di San Diego, Julieta è già in grado di applicare i fondamentali della musica classica alla sua personale estetica del rock.
E’ negli anni del liceo che un amico propone a Julieta, la futura rocker, di entrare a far parte

 

dei Chantaje, i futuri mitici Tijuana No, il gruppo noto per aver portato lo ska ed il reggae all’avanguardia nello scenario rock spagnolo
La band resiste solo due anni ma Julieta continua ad esibirsi saltuariamente con due dei membri dei Chantaje, Luis Güereña e Alex Zúñiga. Insieme a Zuñiga scrive 'Pobre de ti,' una sorta di inno rock con una melodia seducente ed orecchiabile.

Julieta è ancora molto giovane quando comincia a comporre canzoni. I suoi primi versi non smentiscono le sue origini, ma in quegli anni sta seguendo con molta attenzione interpreti come Suzanne Vega, David Bowie, Prince e Charly García.
Nel 1992 compone le musiche per l’opera di Edward Coward 'Sirenas de Corazón, rappresentata alla Mostra Nazionale del Teatro di Monterrey con discreto successo. L’inatteso entusiasmo del pubblico di fronte alle musiche dà a Julieta lo stimolo decisivo per continuare a scrivere canzoni.
Pochi mesi prima del suo ventiduesimo compleanno Julieta si trasferisce a Mexico City alla ricerca di nuove esperienze. Qui incontra Fratta e i componenti della band Café Tacuba. Si instaura fra loro una sincera amicizia, tanto che Julieta comincia a suonare anche ai loro concerti, oltre che a seguire la propria carriera.
Nel 1995 accetta l’incarico di comporre le musiche per il progetto di Francisco Franco 'Calígula Probablemente', un vero colosso del teatro messicano rimasto in cartellone per oltre dodici mesi. In questo periodo Julieta mette insieme il gruppo rock dei Lula e comincia a suonare la fisarmonica, uno strumento atipico che riuscirà però a conferire al suo sound un taglio particolare, fosco e graffiante, assolutamente inedito in un contesto rock. Proprio quel nuovo strumento è destinato a diventare un elemento indispensabile per il suo esercizio compositivo.
L’esperienza con i Lula costituisce per Julieta la vera gavetta che le consentirà di perfezionare il proprio stile. Il lavoro con la band le dà l’opportunità di vivere pienamente l’avventura live e acquisire gli spunti necessari per comporre in modo più maturo. E’ in ogni caso un laboratorio eccellente per testare il fenomeno del rock. Julieta cerca di carpirne i più preziosi insegnamenti. Pochi mesi più tardi decide di fondare il gruppo La Milagrosa, con l’adesione di Fratta e Rafa González. La band si rinnova rapidamente nella Julieta Venegas Band, un gruppo dalle sonorità fresche, adatte allo studio di registrazione come al palcoscenico rock.
In 1997 Julieta firma il primo contratto discografico (con BMG) e pubblica l’album di debutto 'Aqui'. Registrato a Los Angeles, in California, l’album può vantare un produttore di talento come Gustavo Santaolalla, che riesce subito ad adeguarsi a quello che era un suono già incredibilmente maturo ed efficace. Il lavoro è in destinato a diventare un album cult, con una componente musicale ombrosa ma garbata, energica ma romantica, intensamente poetica ma allo stesso tempo ruvida e graffiante. E’ l’affermazione di una personalità in continuo divenire, che vede Julieta alla fisarmonica, al piano, alle chitarre e al vibrafono. Non mancano i contributi di musicisti di talento come Joselo e Quique Rangel (Café Tacuba), Rafael González (Botellita de Jérez) e Patricio Iglesias (Santa Sabina).
Con brani esemplari come'De mis pasos', 'Como sé' e 'Andamos huyendo,' l’album trasforma Julieta un un’icona del rock. Lo stesso anno Julieta si aggiudica il Nuestro Rock Award come 'Miglior Album di un Artista Emergente'. Comincia a collaborare più frequentemente con altri artisti, e sarà guest star nel progetto di Enanitos Verdes 'Tracción Acústica'.
L’anno successivo MTV premia il video di 'Como Sé' (diretto da Francisco Franco) come “Miglior Video di un’Artista Femminile”. L’incredibile esposizione ricevuta fa sì che Julieta venga ingaggiata per prendere parte al tour di Ely Guerra e della band Aurora y la Academia, che si esibiscono principalmente nei campus dei college di Mexico City, Guadalajara, Monterrey, Chihuahua, Ciudad Juárez e Chicago.
La invitano inoltre a partecipare al celebre 'Calaveras y Diablitos', il tour che raccoglie le migliori band latine: dai Fabulosos Cadillacs, Café Tacuba e Aterciopelados, fino a Santa Sabina e Molotov. Le tappe sono Madrid, Barcellona, Salamanca e Seville.
Anche il 1999 è un anno molto frenetico per Julieta, che continua ad incrementare il prezioso bagaglio di esperienze grazie ai numerosi festival e convegni musicali: il Midem Américas di Miami, il Festival Generación di Granada (dove divide il palco con Enrique Bunbury e Pastilla), il Festival Rock Al Parque de Bogotá ed il Festival El Hatillo in Venezuela.
La Spagna continua ad essere uno dei suoi scenari preferiti per le performance e per la ricerca di nuove sonorità. Dal 1999 cerca di rendere più frequenti i suoi soggiorni in quel paese, principalmente come ospite di band e solisti spagnoli, tra cui il celebre Nacho Mastretta, indiscusso mago della musica elettronica e delle colonne sonore. Con Mastretta registra il singolo 'Luna de Miel', contenuto nell’album omonimo. Pubblicato dalla storica etichetta Subterfuge, l’album è un capolavoro classico grazie all’impareggiabile talento di Mastretta che riesce a rinvigorire una musica già sublime con ingegnosi dub e loop, per metterla poi al servizio di artisti come Alaska (Fangoria), Ana Belén e Ajo (Mil Dolores Pequeños), solo per citarne alcuni.
E’ proprio Mastretta ad incoraggiare Julieta a comporre brani per il cinema. Lei segue il suo consiglio scrivendo ed interpretando 'Lo que pedi' per il film 'En el país de no pasa nada', con la regia di María del Carmen de Lara. Per lo stesso film interpreta anche 'Mala Leche' (scritta da Liliana Felipe e Jesusa Rodríguez) e 'Ay' (scritta dalla stessa Julieta insieme a Francisco Franco).
Per il campione di incassi 'Amores Perros' (Alejandro González Iñárritu), uno dei film messicani più apprezzati degli anni ‘90, Julieta scrive 'Me van a matar' e ne cura gli arrangiamenti. Il brano si rivelerà il pezzo più avvincente dell’intera, già incredibile, colonna sonora.
Le performance in Europa e negli Stati Uniti, come l’esperienza in Messico, tra composizione e concerti, preparano Julieta per la sfida successiva: 'Bueninvento', l’’incredibile album che riflette un’artista matura, che ha ormai acquisito un controllo totale del proprio sound, dell’esecuzione e della composizione dei brani. Prodotto da Gustavo Santaolalla, 'Bueninvento' ci propone Julieta che si misura tanto con il rock quanto con la pop music. Brani che parlano di amore e desiderio, realizzati ed interpretati in modo appassionante grazie all’innata abilità di Julieta di sfatare l’immagine convenzionale della rock star come persona leggera e volubile. Arriva ad includere nel suo repertorio live il brano 'Siempre en mi mente' un classico del pop messicano del cantautore Juan Gabriel.
Buenivento viene pubblicato nel 2000 ed è subito acclamato dalla critica e dal pubblico. E’ l’album che conferma Julieta come voce rivelazione del rock Latino oltre ad aprirle la strada ad un’esposizione internazionale. Lo stesso anno Julieta è invitata a prendere parte a numerose rassegne musicali in Europa, tra i quali Arezzo Wave in Italia, festival alternativo che ospita artisti come Asian Dub Foundation, Henry Rollins e Lenine.
Rientrata in America partecipa come headliner al Revolución Tour insieme a Jaguares, Jumbo, La Gusana Ciega e Lisa Flores. Julieta continua comunque a comporre brani per il cinema: tra questi ricordiamo la colonna sonora scritta per 'Demasiado Amor' (Ernesto Rimoch) per la quale registra due versioni del brano 'Acaríciame', la prima arrangiata dal compositore classico Joan Valent, la seconda dal mago dell’elettronica Mastretta.
L’estate del 2001 vede Julieta impegnata in Spagna con Aterciopelados e María Gabriela Epumer nell’ambito del tour Fémina Rock. In questo periodo riceve due nomination dei Latin Grammy nelle categorie Best Rock Song (Hoy no quiero) e Best Rock Album (Bueninvento). In occasione del tributo alla band messicana Los Tigres del Norte, Julieta rispolvera 'La jaula de oro' per farne una delle canzoni più suggestive che siano mai state interpretate.
Lo stesso anno il cantautore spagnolo Pedro Guerra include nell’album 'Ofrenda' una superba versione di 'Niños' interpretata in duetto con Julieta.
Mastretta invita intanto Julieta a registrare 'Música de Automóvil', autentico tour-de-force di musica elettronica.
Il 2002 è dedicato ad un tour molto impegnativo che prevede una performance esclusiva presso il prestigioso Cubadisco a L’Havana. Si esibisce inoltre con i Molotov al XXX Festival Internacional Cervantino, rassegna organizzata in onore dei Los Tigres del Norte.
Il network radiofonico KCRW di Los Angeles la invita a dare il suo contributo all’album 'Sounds Eclectic Too’, per il quale Julieta registra 'Casa Abandonada'. Il progetto include, tra gli altri, brani di Nick Cave , Dido e Zero 7.
Julieta ha sempre nutrito una grande passione per il cinema. Scrivere brani per i film rappresenta per lei una sfida oltre che una grande gioia. Nel 2003 compone ed interpreta brani per diversi progetti cinematografici – il progetto messicano di Antonio Urrutia dal titolo 'Asesino en serio ('El Listón de tu Pelo' interpretato con Pau Dones degli Jarabe de Palo), il film dello statunitense Joshua Marston 'María llena eres de gracia' ('Lo que venga después") ed il lavoro del cileno Marcelo Ferrari 'Subterra ('Lo que tú me das').
Invitata dall’autore e produttore spagnolo Víctor Manuel, Julieta collabora al tributo a Joaquín Sabina, 'Entre todas las Mujeres', che annovera ospiti del calibro di Chavela Vargas, Rosario, Ana Belén e Pasión Vega.
Un’ulteriore conferma del fatto che Julieta è ormai considerata molto più di una semplice artista rock. Anche se in fondo era proprio rock spagnolo che interpretava, ma con una sensibilità tale da accrescere la definizione di ciò che un rocker dovrebbe essere. Molti sostengono che Julieta resta in fondo al cuore una rock star che ama flirtare con il pop, le ballate e la musica elettronica. Quel che è certo è che Julieta è una cantante straordinaria ed una performer travolgente. Queste doti si intrecciano in modo sublime nel suo terzo album 'Si'. Un’avventura pop fino all’ultima battuta, un pop indubbiamente singolare, con uno spiccato taglio rock unito ad un’esplosiva e romantica interpretazione.
Prodotto dagli argentini Coti Sorokin e Cachorro López (con alcuni brani scritti insieme a Sorokin), 'Si' è il vero capolavoro di Julieta. Ogni brano rappresenta un classico, un esempio di maestria compositiva, interpretativa e suggestiva. Non è casuale che l’album abbia venduto oltre 550.000 copie. Brani come 'Andar Conmigo,' 'Lento' e 'Algo está cambiando' continuano ad appassionare e sono protagonisti della rotazione radiofonica negli Stati Uniti ed in Messico.
Eppure Julieta sta cercando di superare se stessa in questa appassionante sfida con il nuovo 'Limon y sal', la cui pubblicazione è prevista per il mese di maggio: i fedelissimi lo aspettano con grande trepidazione.

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